Domande e risposte

25 maggio 2017 Massimo Pettinau 1 commento postato in varie

C’è una domanda che da millenni risuona in ogni attività che ciascuno porta avanti con (variabile) impegno e cura: “Quale guadagno viene all'uomo per tutta la fatica con cui si affanna sotto il sole?”. Non è una domanda legata al profitto economico.

E’ piuttosto la constatazione che per vivere non occorre solo l’ossigeno e l’alimentazione. I ragazzi lo sanno meglio di molti adulti: quello che spinge tanti a studiare, giocare, trovare l’affetto degli amici e di chi si ama è il desiderio di giustizia, di onestà, di cambiamento di uno stato delle cose che solo apparentemente è legale, democratico, vero, amabile.

NOVUS: due parole...

25 maggio 2017 Massimo Pettinau 0 commenti postato in varie

Ognuno di noi è (homo) Novus o (mulier) Nova.

Nessuno è come noi, nessuno vive al nostro posto.

Ciascuno è Novus: una  novità irripetibile.

Oggi non sembra così. Tutti siamo apparentemente uguali e spalmati in una mescolanza indistinta.

Ma ogni Novus, ogni persona nuova, in questo mondo così apatico e anestetizzato, così terribile eppure così pieno di donne e uomini coraggiosi, può recuperare la propria originalità attuandola costantemente nella propria vita personale e di relazione.

Pro o contro: Settimana a tema - prof. Macaluso e prof.ssa Gaias

25 maggio 2017 Lorenzo Zucca 0 commenti postato in interviste, pro o contro

Non è tutto come sembra... - Deep Web #1

25 maggio 2017 Federico Meloni 0 commenti postato in informatica

Viviamo in un mondo ultra-connesso, nel quale noi stessi siamo sempre connessi.

Interroghiamo Google come se fosse un oracolo, possiamo chiedergli di risolvere un esercizio di fisica, come si traduce un costrutto latino o la ricetta per fare la pasta al forno della nonna e lui saprà sempre darci la risposta giusta.

Ma se ti dicessero che ciò che trovi sul web è meno del 2% di ciò che c’è in rete?

Questa mole infinita di petabyte (1 biliardo di byte = 1000 terabyte, ndr) può sul serio essere una cifra così irrisoria nell’ecosistema di Internet?

Il Manifesto della comunicazione non ostile

25 maggio 2017 Redazione 0 commenti postato in comunicazioni, varie

Il nostro Blog-Giornalino Novus, recepisce e adotta, condividendolo pienamente, il Manifesto della Comunicazione Non Ostile, elaborato a più mani e promosso dalla community di Parole O_Stili.

Studenti e mondo del lavoro: alternanza d'illusioni?

25 maggio 2017 Chiara Cocco 0 commenti postato in scuola

 L'Alternanza scuola lavoro è una delle innovazioni portate dalla legge 107 del 2015 (la Buona Scuola). E' attiva negli istituti scolastici italiani già da due anni, ma continua a far discutere studenti e professori sulla sua effettiva utilità.

In breve, è un progetto che coinvolge tutti gli studenti dei trienni degli istituti superiori italiani, che sono tenuti a coprire, nel corso dei tre anni, 200 ore (per quanto riguarda i licei) di attività lavorativa presso varie aziende. A partire dalla maturità 2019, la terza prova (il “quizzone”) sarà sostituita da una presentazione dello studente sulle attività di alternanza scuola lavoro svolte. Aver totalizzato le 200 ore sarà infatti uno dei requisiti per l'ammissione all'esame stesso.

Alla scoperta di chi lavora per la nostra scuola: Carla, la segretaria

25 maggio 2017 Lorenzo Zucca 0 commenti postato in interviste

Vi siete mai chiesti se il nostro Istituto avesse una segretaria? O magari ipotizzavate di sì ma non vi siete mai chiesti dove fosse il suo ufficio? O magari sapete tutto questo ma non avete mai avuto la possibilità di scambiare quattro chiacchere con lei e conoscere qualcosa di più che il suo nome? Bene, è arrivato il momento giusto! Mettetevi comodi, se potete, e fate attenzione. La nostra segretaria, Carla Spensatello, cagliaritana, classe 1962, è sempre a disposizione nel suo ufficio al primo piano, ovviamente in via Liguria. Disponibile anche se piena di impegni (basti guardare la mole di documenti e carte istituzionali sulla sua scrivania), è un elemento cardine ed una colonna per il buon funzionamento di quell'intricato sistema burocratico che è una Scuola Superiore. Ma conosciamola meglio.

Antonio Pacinotti, lo scienziato che dà il nome al nostro Liceo

25 maggio 2017 Davide Anedda 0 commenti postato in pacinotti

Antonio Pacinotti, nato a Pisa il 17 giugno 1841, fu un fisico ed inventore di numerosi strumenti, tra i quali quello più rilevante è la dinamo: una macchina in grado di trasformare il lavoro meccanico in corrente continua.

Nel 1859 partecipò alla Seconda Guerra di Indipendenza come sergente volontario. Finita la guerra tornò agli studi universitari e si laureò in matematica a Pisa, nel 1873 insegnò in qualità di professore di fisica nell’Università di Cagliari, qui conobbe Maria Grazia Sequi Salazar, una ragazza di ventitré anni più giovane di lui, che sposò il 29 aprile 1882.

Intervista con incognita. Scoprite chi è il prof. intervistato...

25 maggio 2017 Medea Mascia 0 commenti postato in interviste

Il nostro liceo vanta un alto numero di studenti e di docenti: i primi percorrono ogni giorno gli atri del Pacinotti per circa cinque anni, gli altri conoscono ormai a memoria ogni angolo dell'edificio e i suoi segreti. Molti professori della scuola sono infatti ormai dei veri e propri "miti", per questo abbiamo deciso di dedicare la prima intervista del giornalino di quest'anno a una persona che da decenni contribuisce alla formazione di attuali e futuri ingegneri, medici, fisici, politici...

Invenzione della dinamo

25 maggio 2017 Davide Anedda 0 commenti postato in pacinotti

Nella prima metà dell'800, la corrente elettrica si otteneva grazie all'utilizzo della pila o della batteria piombo-acido, due metodi molto costosi e poco efficienti, tanto che si utilizzavano unicamente per il telegrafo.

Nel 1831 due fisici, il britannico Michael Faraday e lo statunitense Joseph Henry, notarono che un conduttore, spostandosi all’interno di un campo magnetico, produceva corrente elettrica.

Fu poi nel 1860 che Antonio Pacinotti, fisico italiano, basandosi sui principi di Faraday, costruì una macchina che chiamò “macchina magnetoelettrica”.